lunedì 16 gennaio 2012

Tonio Liuzzi a 422race.com: “Sono ancora un pilota della HRT”

Sul suo futuro con la HRT: "Al momento è ancora tutto
vago. Il problema principale è che il team non ha budget,
sta valutando il modo in cui poter trovare i soldi per poter
avere due piloti, quindi sicuramente sono in difficoltà
economiche e stanno valutando un po' il tutto. Io per il
momento sono ancora legato alla HRT, perché ho un
contratto di altri due anni, però è ancora tutto da
definire, perché loro sono in cerca di sponsor
fondamentalmente. Al momento il team sta valutando come
poter fare. Sicuramente loro vorrebbero tenere sia me che
Pedro (de la Rosa, ndr). Purtroppo la situazione economica
in Formula 1 come nel resto del mondo è difficile e devono
farsi i loro conti, quindi siamo ancora in standby".

Sulla stagione 2011: "Penso che non sia nulla di nascosto,
è molto chiaro. La macchina era poco competitiva,
prendevamo cinque-sei secondi dai team migliori. Era una
macchina tutta da costruire. Quando avevo deciso di legarmi
al team, c'era una proprietà diversa che erano i
Carabante, che avevano progetti diversi da quelli della
Thesan Capital che sono più nazionalisti. Il loro è un
progetto spagnolo per trovare anche sponsor spagnoli:
questioni all'interno del team a livello economico che
stanno cambiando anche la gestione dei piloti. Ma non sto
giudicando, anzi sono molto realista: capisco la situazione
del team e al momento stiamo tentando di risolvere la
situazione il prima possibile, perché il campionato è
alle porte. A livello di risultati, sicuramente è stata
una stagione povera di risultati perché la macchina era
quello che era. Lo sapevamo dall'inizio che ci volevano un
paio di anni almeno per ricostruire un team che non partiva
dal fondo, ma ancora da sotto. Quello che abbiamo ottenuto
in Canada e anche in qualche altro Gran Premio sotto la
pioggia ha sicuramente fatto la differenza rispetto ad altri
team che hanno più budget di noi, ma che non sono riusciti
ad ottenere gli stessi risultati. Siamo arrivati undicesimi
in campionato con gli stessi punti della Lotus, quindi penso
che il team sia più che contento."

Sulla nuova vettura: "Sono interamente parte del progetto al
momento, quindi come ripeto per adesso sono ancora guida del
team. Sono consapevole che le cose potrebbero cambiare da un
momento all'altro, ma come possono cambiare in tutti i team.
Al momento i contratti valgono molto poco, tanto arrivano
dei ragazzi giovani con la valigia che si comprano i sedili,
quindi... non mi vergogno a dirlo perché è diventato
così. Però sono completamente parte del programma di
sviluppo. La macchina nuova sta andando e dovrebbe essere
pronta per il primo test di Valencia e siamo positivi che
dovremmo fare un buon passo in avanti. Certamente ci sarà
ancora un sacco da fare su cui dovremo lavorare, perché
non é che la vettura del 2012 sarà in zona punti, però
dovremo fare un buon passo in avanti rispetto al 2011".

Sulla possibilità di essere terzo pilota in un altro team:
"Stiamo valutando perchè é una decisione da prendere.
Ovviamente quando le situazioni cambiano così un po' last
minute non è così facile trovare posti con team al top,
quindi tutto è da valutare, non so. Per il momento sono
sicuro che rimarrò coinvolto con l'HRT, ma è ancora
tutto da vivere, diciamo. Del resto fino al 3, quando
inzieranno i test, le cose potrebbero cambiare. Al momento
mi sento parte del team e c'è la loro voglia di tenermi
come guida. Poi come dicevo prima tutto puó cambiare".

Sulla possibilità di correre nelle ruote coperte: “Io
sono un pilota che ama correre proprio per vincere, per dare
il massimo. Per me ovviamente la Formula 1 è il top della
tecnologia e del motorsport, quindi mi dà sensazioni
incredibili; però per me l'importante è essere su
quattro ruote e avere un motore per esprimere il meglio di
me. Sono aperto a nuove sfide, anche perchè è sempre
stata parte della mia carriera, anche quando ho corso in
Formula 1 ho fatto altre categorie in contemporanea durante
la stagione, perché mi piace essere versatile e provare
nuove esperienze. Poi perchè alla fine un pilota non deve
restare chiuso nella sua categoria, ma deve dimostrare di
essere versatile, essere un campione".

Sulla gestione dei piloti della Red Bull: "Questo è il
giocattolo di Mateschitz e lo gestisce il dottor Marko.
Ognuno gestisce il proprio business come vuole. Può essere
criticato o meno, ma alla fine loro investono tanti soldi su
questo programma, quindi fanno come vogliono. Ultimamente
non è chiaro come fanno a scegliere i piloti, visto che
bene o male i piloti fanno degli ottimi risultati. Poi alla
fine si ritrovano a piedi, ma come dicevo ognuno gestisce
questo gioco come vuole".

L’intervista completa è disponibile su www.422race.com.

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